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Circello
e' uno degli undici comuni membri della Comunita' Montana Alto Tammaro.
Il toponimo, anticamente Cercellus, deriva da quercus o cercetum (quercia o
querceto).
A pochi chilometri dal centro urbano troviamo Bebio, antica capitale dei Liguri
Bebiani, deportati in queste zone nel 181 a.C. ad opera dei consoli romani Bebio
e Cetego

"TABULA ALIMENTARIA" ritrovata a MACCHIA nel 1831
La TABULA ALIMENTARIA è
datata all'anno 101 d. C. ed è più antica di quella ritrovata a VELEIA. Elenca i
fondi e i proprietari sui quali era stata concessa, per volontà dell'imperatore
TRAIANO, una somma di denaro in prestìto, all'interesse del 2,50%. Il ricavato
degli interessi andava a favore dei fanciulli poveri, assicurandone gli
alimenti. A Macchia sorse una importante città dei Liguri che attraverso alterne
vicende fu probabilmente distrutta dai saraceni tra VIII e il IX secolo. I
superstiti si rifugiarono su un promontorio roccioso protetto tra le valli del
Torti e Tammarecchia ed ivi costruirono le prime case dando l'origine al centro
di Circello.
Il
centro storico e' dominato da un imponente castello di origine normanna (XI sec)

Durante
la dominazione Normanna nella parte più alta fu costruito un poderoso castello (XI sec.)
"" Il borgo medioevale aveva sette porte con sette camminamenti e sette cinte di
difesa interna, con un passaggio segreto che da S. Nicola portava al castello e
che veniva usato sia dai difensori che dalla popolazione nei momenti di
pericolo"" ( Circello è).
Al tempo di Guglielmo il Buono, Circello dipendeva dalla contea di Cisterna e
Pietracatella ed era feudo della famiglia Alemagna. Non è noto come gli Alemagna
persero il feudo né chi lo possedette fino al 1343, quando passò a Niccolò
Scigliatis, la cui nipote Mafalda lo portera in casa della Leonessa.
Nel 1457 venne in possesso dei Carrafa, potentissima famiglia soprattutto al
tempo di Alfonso I d'Aragona.
Il 3 giugno 1496 si combatté la battaglia di Circello, ricordata dal
Guicciardini, dove il marchese di Mantova, Giovanni Sforza, signore di Pesaro ed
i Veneziani, alleati di Ferdinando I d'Aragona, sconfissero i Francesi, gli
Svizzeri e i Tedeschi comandati da Gilberto di Borbone, duca di Montpensier.
Nel 1536 Niccolò Maria di Somma lo acquistò dal viceré Filiberto di Chalon,
principe d'Orange, acquisto confermato solo più tardi da Carlo V. Nel 1548 il
viceré Don Pietro di Toledo diede l'investitura di questo feudo a Scipione di
Somma, figlio di Niccolò, insieme a Colle (attuale comune di Colle Sannita) e
agli altri feudi di Casaldianni, Macchia e Forcellata.
Nel 1581 fu concesso a Scipione di Somma il titolo di marchese di Circello ma
questi lo rifiutò in favore del figlio Ferdinando, tenendo per sé solo il titolo
di principe di Colle. La casa di Somma ha mantenuto il possesso del feudo
ininterrottamente dal 1528 fino all'abolizione del feudalesimo.
Il borgo, poi, fu protagonista della rivoluzione partenopea del 1799, quando si
schierò con i giacobini di Napoli.
Circello nel periodo feudale ospitò per lungo tempo la " Camera Marchesale" che
amministrava la giustizia e " fu tra i primi Comuni a dare la propria adesione
alla nascente provincia di Benevento inviando al generale Garibaldi, in Avellino
una delegazione guidata dal dott. Nicola Tartaglia e da Luigi e Nicola Zaccari.
(Circello è)
Circello fece parte della Capitanata fino al 1809, quindi passò alla provincia
di Campobasso e nel 1861 a quella di Benevento.
Dopo l'unità, fu contro il brigantaggio e da allora la sua storia si inserisce
in quella nazionale o meglio dei mezzogiorno d'Italia.
Circello all'inizio del novecento ha vissuto un notevole calo demografico dovuto
prima all'emigrazione in massa verso le Americhe e negli anni cinquanta verso
l'Australia, l'Argentina, il Venezuela, la Germania, la Svizzera e la Gran
Bretagna.
Verso gli anni cinquanta con la morte di Vincenzo di Somma si è estinta anche la
famiglia ducale di Circello che possedeva il feudo di Casaldianni fin dal 1548.
La battaglia di Circello
Circello è rinomato nella
ultima guerra Aragonese per la omonima battaglia ivi vinta dal marchese di
Mantova, da Giovanni Sforza, Signore di Pesaro e dai veneziani alleati di
Ferdinando I d'Aragona contro i Francesi, svizzeri e tedeschi, comandati dal
celebre Giliberto di Borbone, duca di Montepensier, vicerè per Carlo VIII, e
contro le compagnie di ventura dei principi Orsini e dei famosi fratelli
Vitelli, capitani fta i primi del secolo XV. A Circello morì ucciso nell'assalto
il più valente tra i ftatelli, Camillo, l'inventore degli archibugieri a
cavallo. La battaglia di Circello è narrata dal Guicciardini, istoria lib. 3,
dal Giovio, istoria dei nuovi tempi, voI. I. pago 168, da Filippo di Comines,
cavaliere francese, che era della spedizione di Carlo VIII,lib. 7 delle sue
memorie. Ne daremo un piccolo accenno. Chi conosce le istorie sa che dopo la
famosa congiura dei baroni nel Regno di Napoli, sotto Ferdinando I di Aragona,
tal uni nobili emigrarono in Francia, e questi principalmente persuasero il
giovine Carlo VIII a venire a conquistarlo. Il re di Francia, ricordevole anche
dei cosi detti diritti di casa d'Angiò, ramo collaterale di sua famiglia, e
dispregiatore dei sani consigli di alcuna parte della Corte, si accinse a quella
pazza impresa. Seguito da meglio che quarantamila armati, numero enorme a quei
tempi (1494), giunse quasi in trionfo fino a Napoli, dopo poche scaramucce sul
Garigliano ed a Capua. Abdicò Alfonso Il d'Aragona e fu proclamato Re il giovine
Ferdinando Il, che indi a poco fu costretto ad esulare. Il regno ubbidì quindi a
Carlo VIII. Ma, e le prepotenze dei francesi da una via, ed i partigiani di casa
d'Aragona dall'altra, ed il risollevarsi dei vari potentati italiani contro
quella novella straniera invasione, determinarono Carlo VIII a tornarsene in
Francia con metà dell'esercito. E la sua fu piuttosto fuga che ritirata, se se
ne eccettui lo splendido fatto d'armi al Taro, dove la nobiltà francese si copri
di gloria per aprire il passo all'esercito e al re attraverso le schiere
nemiche, Nel regno di Napoli rimase adunque mezzo esercito sotto il comando del
valoroso Gilberto di Borbone, duca di Montpensier, giovanissimo, dei signori
D'Aubigny e di Persil; ma privo di aiuti e di denari Ferdinando Il d'Aragona
ritornò a Napoli, ebbe gli aiuti di vari stati italiani, del duca di Mantova,
dei veneziani, dello Sforza di Pesaro, e alcuna cosa anche dal parente
Ferdinando il Cattolico Re d'Aragona, che indi a poco rimaner dov'era padrone di
tutto. Con varia fortuna si combatté di qua e di là, ed anche nella valle
beneventana e nelle Puglie; finché, venuta meno ai francesi la possibilità di
esigere le rendite del Tavoli_re di Puglia, saccheggiarono Ouglionesi ed altre
terre vicine, e poscia si diressero a Campobasso; donde, rinfrancati al quanto
da loro partigiani, sboccarono nella piana di Morcone, con un triplice concetto
militare: impadronirsi di Circello, dove erano accampati parte degli aiuti
Aragonesi per chiudere i fianchi dell'inimico, liberare Fragneto Monforte
dall'assedio messovi da Ferdinando in persona, aprirsi un passaggio verso
Napoli, se la vittoria avesse arriso alle loro armi. Tutto ciò fallì
completamente, parte per caso e parte per nequizie degli uomini; imperciocché i
tedeschi e svizzeri ai soldi di Francia voleano quelle paghe che non era
possibile dar loro per mancanza di danari. Le truppe francesi, che vivevano di
rapine e saccheggi, distrussero alla lettera molti borghi ed oppidi; tanto che
il Comines, testimone oculare, dice: <mam et Aquitani et Elvetiis et Oermanis,
multis iam mensibus nihil erat depensum, atque hi direptis aliquot oppidulis
se sustentaverunt». Infine i francesi assaltarono Circello; ma, respinti in
sette assalti, costretti indi a togliere l'assedio, dovettero accettar
battaglia. Messi in rotta, ed obbligati a prendere di sbieco la via di Puglia,
le reliquie dell'esercito furono costrette rendersi in Auletta a 24 luglio 1496.
Circello era un luogo munito, aveva il castello, che per le artiglierie di quei
tempi dovea esser fortissimo. I francesi non lo espugnarono, ma vi fecero mancar
l'acqua, a segno che durante la battaglia i cittadini uscirono per attingere
l'acqua alle fonti vicine ed al sottoposto fiume (il torrente Torti). Ed appunto
in uno di questi attacchi mori Camillo Vitelli «mentre, dice il Ouicciardini, a
lato alle mura fa egregiamente l'ufficio di capitano e di soldato, percosso
nella testa da un sasso terminò la vita SUD». La battaglia fu combattuta il3
giugno 1496 in giorno di venerdi; e Ferdinando d'Aragona, che incendiò Fragneto,
ne diede grazia ad una immagine della Madonna che ivi rimase incolume dal fuoco.
Riportiamo però sui fatti d'arme relativo a Circello poche parole del Giovio
(vol. 1 pago 168): «Il di seguente la terra di Circello fu infelicemente
combattuta dai francesi; perciocché Camillo Vitelli, mentre i guasconi andavano
molto lenti e pigri a dar l'assalto e che riprendendo i soldati di viltà, fatto
con esso lui smontare molti da cavallo, troppo arditamente passò sotto le mura,
ricevuto un gran colpo di sasso su l'elmetto si fu morto. Uomo veramente per le
singolari doti del corpo e dell'animo suo degno d'essere annoverato fra
pochi capitani dell'età nostra; s'egli non avesse fatto allora l'ultimo sforzo
dell'onorata vita sua per 1 'l. grandezza d'un re straniero, ma per difendere la
libertà d'Italia la quale era to'stc: : farsi serva». Ed in seguito: «Poi che
Camillo fu morto nel fiore dell'età sua (aveva appena 27 anni), le fanterie
occupate dalla paura e richiamate dal comandamento dei capitani si ritirarono
addietro, perciocché allora il marchese di Mantova, assaltando d'improvviso il
campo con tutti i cavalli leggieri e ritenuti d'ogni parte i vivandieri e presi
e morti molti soldati sbandati, aveva per tutto messo grande spavento». E che di
prigioni ve ne furono moltissime risulta dalle parole di un cronista anonimo
napoletano,il quale senza darsi conto delle ragioni, e parlando dell'anno 1496,
scrisse:«A.di 8 e 9 de iugno, mercoledì iovedi. Sono intrati a Napoli de
multi presuni franzise, alcuni per la galea, alcuni per ,prèsuni in' castello».
Belle
e suggestive le tradizioni; ricordiamo in particolare:
-La festa della Madonna dei Fiori (1 giugno), così chiamata perché si festeggia
nel periodo di massimo rigoglio della primavera, con la statua della Vergine
sistemata in una nicchia interamente coperta di fiori freschi, detta "trionfo" ;
-La festa di S.Vito (15 giugno) e il dramma sacro sulla vita del Santo;
-La festa di San Michele Arcangelo, patrono del paese (29 settembre), preceduta
dalla fiera che si tiene il 28;
-La Festa di S.Francesco (4 ottobre) che si celebra nel convento francescano
fatto edificare dal marchese Di Somma nel 1651;
La festa di S.Nicola (6 dicembre), che in passato aveva carattere caritatevole,
con la distribuzione dei "ciciotti" ai "mendicanti improvvisi";
-La Festa di S. Lucia (13 dicembre) che si conclude con un grande falo', in
ricordo del rogo sul quale la santa venne condannata ad essere bruciata e dal
quale usci' illesa.
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CIRCELLO
Un passato da riscoprire
alla ricerca delle
proprie origini
a cura di
Gianfranco Fiscante
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